Resoconto del seminario “Post-Ventotene” 2013

Sei mesi dopo il “Seminario di formazione federalista di Ventotene”, si è tenuto il seminario di alta formazione “Post Ventotene”, che ha visto partecipare una ventina di ragazzi provenienti da tutta Italia. Le lezioni si sono tenute presso la sede della sezione MFE di Roma nelle date del 25 e 26 gennaio.
L’evento ha visto la partecipazione di due membri della nostra sezione: Dante Castellano (nostro responsabile della comunicazione e autore della presente relazione), risultato essere uno dei migliori partecipanti al Seminario di Ventotene, e Jacopo Barbati (nostro segretario), come membro della Direzione Nazionale della GFE.
Nella mattinata del primo giorno si è affrontato il tema de “Il modello di sviluppo occidentale alla prova della globalizzazione. Come rilanciare lavoro e occupazione?” Lucio Levi (Presidente dell’istituto Altiero Spinelli e del MFE) è partito da una analisi storica per ricercare le cause della crisi attuale. Durante la seconda fase dell’industrializzazione, caratterizzata dall’utilizzo dell’elettricità, della catena di montaggio, del motore a scoppio e del petrolio, i mercati divennero più larghi. Nel panorama economico mondiale assunsero un ruolo di protagonista gli USA e la Russia, relegando l’Europa in una posizione di secondo piano. Questa situazione favorì dapprima la nascita di nazionalismi e totalitarismi, sfociati nel tentativo della Germania nazista di unificare l’Europa attraverso la violenza; in seguito l’egoismo nazionale venne abbandonato e al suo posto subentrò una politica di cooperazione. Con il processo di automatizzazione e di autoregolazione dell’economia, si arriva alla crisi.
Quali sono le possibili soluzioni? Levi parla di una politica che torni a gestire l’economia, puntando dove necessario sulle fonti di energia rinnovabile. E inoltre diminuzione dell’orario lavorativo, maggior spazio alla cultura e ad attività come il volontariato.
Alfonso Iozzo (Comitato Centrale del MFE) prosegue il discorso, criticando quelle che sono due proposte fatte negli ultimi anni: puntare sull’inflazione è pericoloso (penalizza il creditore e quindi le famiglie), così come il rilancio economico. Devono essere attuate strategie di emergenza, come una politica di export verso i Paesi in via di sviluppo [teoria di A. Spinelli del 1978], nuovi investimenti pubblici e lavori semi indipendenti; altre a medio termine come la diminuzione delle ore di lavoro e parallelamente quella dei prezzi.

Nel pomeriggio si è proseguito col tema “La moneta unica e l’economia europea: i vantaggi, le riforme da fare, ed il mito dell’uscita dall’Euro.” I due relatori Fabio Masini (Università Roma Tre) e Simone Vannuccini (Friedrich-Schiller-Universität di Jena) sono partiti dalla constatazione che l’Euro sia nato per dare una scossa, ancor prima che venisse fatta l’unione bancaria e politica. Una moneta inizialmente accettata e potente che per cause interne (la Grecia che dichiara il falso sui conti) ed esterne (crisi globale) è stata considerata fra le principali cause della crisi europea. Di conseguenza si sono sviluppate retoriche anti – Euro e la falsa certezza che comunque vada i soli governi nazionali gestiranno la crisi. Come può essere contrastata la crisi? Masini parla di unione bancaria, da affiancare ad un organo che gestisca il denaro destinato a grandi investimenti. Inoltre è necessario abbandonare la concezione ottocentesca che la moneta debba rappresentare la sovranità di un popolo. Simone Vannuccini chiude con una frase: “siamo nel mezzo di un ponte che sta scricchiolando. Cosa fare? Tornare indietro o vale la pena arrivare alla meta?”. Al dibattito che ne è seguito, si registra l’intervento di Jacopo Barbati (disponibile qui).
Tema della mattinata del secondo giorno è “Più Europa contro populismi e nazionalismo: l’occasione delle elezioni europee e il coinvolgimento dei cittadini.” I due relatori Franco Spoltore (segretario MFE) e Paolo Acunzo (direzione nazionale MFE) guardano con preoccupazione gli ultimi fatti europei: dalla situazione ucraina, sull’orlo di una guerra civile, sino all’Ungheria, che nonostante sia membro dell’UE stringe rapporti collaborativi con la Russia. È necessario creare una unione politica in grado di prendere decisione sui punti cruciali da affrontare. Jacopo Barbati è intervenuto nel dibattito (intervento disponibile qui).

Segnaliamo inoltre che l’audio integrale di tutti gli interventi del seminario è disponibile presso il sito internet di Radio Radicale:
– I giornata: http://www.radioradicale.it/scheda/401861/leuropa-alla-prova-dei-cittadini-prima-giornata
– II giornata: http://www.radioradicale.it/scheda/401862/leuropa-alla-prova-dei-cittadini-seconda-giornata

Sono inoltre disponibili delle foto dell’evento, scattate da Dante Castellano, sulla nostra pagina su Facebook.

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